sabato 26 dicembre 2009

insalata belga alle mele


La domanda ci sta: com'è andato il cenone della Vigilia? E il pranzo del 25? Vi siete rimpinzati per bene? :P Noi per il pranzo di Natale abbiamo cercato di non esagerare, vista l'abbondanza del cenone della Vigilia. Il menù del giorno è stato: tofe alla trevigiana con salsa di noci, agnello allo zafferano, sorbetto allo spumante, strudel di mele, un caffè al volo con zucchero alla mandorla. Molto semplice. Come contorno abbiamo scelto un'insalata rinfrescante da servire insieme all'agnello: una belga con mele gialle e gherigli di noce. Mi è piaciuto moltissimo il contrasto dolce dato dalla mela. La preparazione è semplicissima e non richiede cottura.


Ingredienti:
  • 200 gr di insalata belga
  • 1 mela gialla
  • 4 gherigli di noce
  • il succo di 1 limone
  • olio
  • sale
  • pepe
Preparazione:
Lavate e asciugate bene l'insalata, poi tagliatela grossolanamente. Togliete la buccia delle mele, e affettatele. Sgusciate le noci e fate a pezzetti i gherigli. Sistemate gli ingredienti in un'insalatiera, e condite con olio, sale e pepe.

Dopo pranzo non potevamo farci mancare una passeggiata digestiva sul lungomare, vista la bellezza della giornata :)

E siccome le feste non sono ancora finite, vi faccio ancora tantissimi auguri!

giovedì 24 dicembre 2009

Buon Natale! - cookie of the day: biscotti alle spezie


Finalmente è arrivata la Vigilia! In cucina tutti si danno un gran daffare, chi prepara la salsa alle noci per le tofe, chi il torrone ai fichi secchi, chi lo strudel di mele, chi i datteri col mascarpone e le noci, chi le palline al cioccolato e cocco. Qualcuno corre al super perchè manca qualcosa, manca sempre qualcosa, qualcuno risponde al telefono che squilla di continuo in questi giorni di festa, e qualcun altro come me si dedica ai biscotti per la colazione di Natale. Ieri mi hanno regalato dei bellissimi tagliabiscotti e non potevo assolutamente aspettare per usarli. Ogni scusa è buona per mettere le mani in pasta :P

Auguro un sereno Natale a tutti, a chi lo passerà in famiglia e a chi con gli amici più cari, a chi lo trascorrerà sotto la neve e a chi sotto un sole caldo come qui, da noi, a chi starà a casa e a chi farà un bel viaggio. Auguri a tutti! :)

Biscotti alle spezie

Ingredienti:
  • 350 gr di farina tipo 0
  • 100 gr di zucchero
  • 9 cucchiai di miele
  • 100 gr di burro
  • 1 cucchiaio di polvere lievitante
  • 2 cucchiai di cacao
  • 1 cucchiaio di spezie: cannella, noce moscata, un pizzico di pepe nero
  • sale
Preparazione:
Fate ammorbidire il burro e mescolatelo allo zucchero con le fruste elettriche. Aggiungete il miele e un pizzico di sale, poi le spezie e mescolate con cura in modo da amalgamare adeguatamente gli ingredienti. Unite al composto la farina, il cacao, il lievito, e lavorate il tutto così da ottenere un impasto piuttosto sodo. Lasciate risposare per circa 30 minuti. Dopodichè stendete la pasta col mattarello e con i tagliabiscotti date la forma ai vostri biscotti. Sistemateli su una teglia rivestita da carta da forno unta di burro e infornate -in forno preriscaldato- a 180°, lasciando cuocere per circa 15 minuti.

martedì 22 dicembre 2009

Ciao Autunno, ciao

Arrivederci ai caldi colori dell'autunno. Benvenuto l'inverno, coi suoi venti freddi, i candidi fiocchi di neve, il naso ghiacciato, i guanti di lana colorati, i cappotti caldi, la cioccolata del dopocena, i racconti sotto l'albero, la luna blu, i libri letti sotto le coperte... benvenuto.

E da domani si inizia con i preparativi del pranzo di Natale. Mia madre si è finalmente decisa sul menù (ma non vi anticipo niente per scaramanzia), e adesso si fa sul serio. A lezione fino alle 10 e 30 e poi di corsa a casa a mettere le mani in pasta. Stasera invece si va a comprar lo zucchero di canna perchè voglio fare questo. Baci

23/12/09
Aggiornamento sul tempo: 21 gradi!
Ma come possono esserci 21 gradi a Natale?!! O_o
Altro che fiocchi di neve... qui Santa arriva in tavola da surf!

lunedì 21 dicembre 2009

Cavolini di Bruxelles alla parmigiana


E' un sollievo quando le brutte storie hanno un lieto fine. Questi ultimi giorni sono stati grigi, pieni di paura, lacrime, preghiere, ma anche rabbia. Che Natale ci preparavamo a passare? Poi è saltato fuori un sole, tanto sperato, tanto inaspettato, ed è stato come tornare a respirare. Lui è sveglio, parla, cammina, sta bene e stasera sarà a casa. E adesso le preghiere sono di ringraziamento.

Cavolini di Bruxelles alla parmigiana

Ingredienti:
  • 800 gr di cavolini di Bruxelles
  • 150 gr di burro
  • parmigiano grattugiato
  • sale
Preparazione:
  • pulite i cavolini, eliminando se è il caso le foglie esterne, e lavateli sotto l'acqua corrente.
  • lessateli in abbondante acqua salata bollente, per un quarto d'ora da quando l'acqua ricomincia a bollire.
  • scolateli bene e sistemateli sul piatto di portata, ricoprendoli di abbondante parmigiano grattato;
  • intanto avrete fatto rosolare il burro;
  • quando sarà spumeggiante e di un bel color oro, versatelo sui cavolini.
  • la sequenza formaggio-burro bollente è importante perchè il calore del burro fa fondere il formaggio, rendendo squisita una preparazione così semplice.
Ho preso spunto da I quaderni del Cucchiaio d'argento. E' una ricetta semplice, adatta secondo me, ai pranzi e alle cene dei giorni che precedono il Natale, quando si vuole restare leggeri e magari si preferisce preparare un piatto unico piuttosto che più portate. Ciò non significa che questa parmigiana non possa essere servita anche come contorno, magari abbinata a un purè di patate.

venerdì 18 dicembre 2009

Itinerari in Sardegna - Cortes Apertas a Fonni 3° parte

I giorni che precedono il Natale sono sempre frenetici, pieni di cose da fare, addobbi da sistemare, gli ultimi regali da cercare, e alcuni ancora da pensare, gli amici da abbracciare e ovviamente la spesa per la vigilia o per il pranzo in famiglia. Su ogni superficie disponibile della nostra cucina già da qualche giorno sono sparsi ricettari con post-it colorati e appunti vari, e il frigo è tappezzato di liste della spesa. Ma mia madre cambia idea sul menù un giorno si e l'altro pure quindi ancora non vi so dire con esattezza cosa avremo in tavola. Mentre aspetto di potervi dire qualcosa di più, vi faccio fare l'ultimo -brevissimo- giretto tra le Cortes Apertas di Fonni, lungo un sentiero di tradizioni che ancora oggi in questa piccola porzione di territorio vengono tramandate di padre in figlio.


Qui e qui vi ho già raccontato dell'ospitalità barbaricina, dei biscotti fonnesi, della produzione locale di miele, dei muri parlanti che arredano il paese, del costume tradizionale, del canto a tenore. In breve, cos'altro ho visto a Fonni?


La torta nuziale tradizionale, una torta di gattò (croccante di mandorle): meravigliosa. Non l'avevo mai vista prima, ma credo sia la stessa che si prepara in occasione di Sa Coja Antiga, l'antico matrimonio selargino, rievocazione storica della cerimonia nuziale sarda campidanese. Qualche foto: 1, 2, 3.


La Cortes dei Pastori di Fonni, dove abbiamo potuto assaggiare, tra un bicchierino di vino e l'altro, i salumi e i formaggi della zona -freschi, semistagionati e stagionati- e il buonissimo maialino arrosto, preparato davanti ai nostri occhi. In questo territorio una millenaria civiltà di pastori ha plasmato paesaggi, tradizioni e modi di vita, e non stupisce certo poter trovare, in un edificio ottocentesco del centro storico, il Museo della Cultura Pastorale. Qualche foto qui.


Le candele della festa
: una delle Cortes che più mi è piaciuta. Qui è stato come fare sul serio un salto indietro nel tempo, nell'Alto Medioevo, e scoprire un antico metodo di produzione delle candele, ancora usato oggi a Fonni.

Anticamente per fabbricare le candele si doveva immergere una cordicella di canapa (chiamata lucignolo) in un contenitore pieno di pece calda e liquida. Poi si doveva estrarre la cordicella ricoperta di pece la quale piano piano si solidificava. Successivamente si doveva immergere più volte il lucignolo nella cera calda e liquida, a 60° circa. Ad ogni immersione uno strato di cera si appiccicava al lucignolo e si solidificava raffreddandosi all'aria, così pian piano la candela prendeva forma e consistenza. Nel Medioevo si usava un altro metodo: si fissavano più lucignoli ad un supporto di legno e vi si versava sopra la cera calda e liquida, usando un mestolo. Quest'ultimo è il metodo che abbiamo visto a Casa Cugusi.

Babi missione fotoreporter

Ed ecco un murale che raffigura una processione religiosa armata delle candele prodotte con questo antico metodo. Per la seconda foto ringrazio Giada :)



Il rituale di Su corredo e su Dono e lunis (Il corredo della sposa, le provviste e i doni degli sposi), un solenne corteo di ragazze in costume che, precedute dal carro a buoi e dai cavalli, consegnano il corredo e i doni agli sposi.

E ancora: la ceramica artigianale, le botteghe di sartoria, la lavorazione della filigrana, la tintura dei tessuti con le essenze ricavate dalla piante, la bottega siniscolese dove ho preso la marmellata di pompia, le Cortes dei vini e dei liquori artigianali, quelle dei prodotti tipici dolciari e del pane carasau. E infine la chiesa, ma sopratutto la bellissima cripta della Basilica della Madonna dei Martiri, che deve questo nome alla credenza che la statua della Madonna conservata al suo interno -datata alla fine del XVII secolo- fosse stata realizzata con un impasto ottenuto dalla frantumazione di ossa e reliquie di martiri.

il murale che rappresenta l'uscita del simulacro della Madonna dei Martiri dal cortile della Basilica, per essere portato in processione per le vie del paese. Viene portato a spalla da un gruppo di uomini in costume.

la cripta della basilica della Madonna dei Martiri
(foto della mia amica Giada)

Tante le cose viste, ma tante anche quelle che non abbiamo fatto in tempo a vedere. Magari la prossima volta. O forse il prossimo anno andremo alla scoperta di un altro paesino di montagna, con le sue tradizioni, i suoi costumi, sempre seguendo Autunno in Barbagia.

mercoledì 16 dicembre 2009

la marmellata di pompia


I presidi Slow food sardi sono sei, tra questi vi è quello che riunisce i produttori di dolci e distillati a base di pompia, un agrume dal retrogusto amaro che da oltre due secoli cresce solo in una regione della Sardegna, la Baronia, intorno al comune di Siniscola. Le origini di questo agrume sono misteriose e si pensa sia un ibrido naturale sviluppatosi negli agrumeti e nella macchia locale, dove cresce spontaneo. Se questo frutto così particolare è sopravissuto fino ad oggi è grazie al fatto che a Siniscola è l'ingrediente principe di alcuni dolci tradizionali come sa pompia intrea e s'aranzata thiniscolesa, sempre presenti nei banchetti nuziali, in passato ma anche oggi.

Ho avuto la fortuna di conoscere la pompia grazie a un amico di famiglia originario proprio di Siniscola, Angelo, un uomo con una gran passione per la natura, le piante fruttifere, le terre lontane, la cucina esotica e la sua la nostra terra. Un uomo che ha dato sfogo alla sua passione negli anni Ottanta, provando, e riuscendo a far crescere piante da frutto tropicali nel suo giardino di Cagliari, alkekengi, avocado, carambòla, feijoa e tante altre. Un esperimento che ha avuto successo in un periodo in cui, diversamente da oggi, non era considerato tanto facile dar vita a questo tipo di giardino in Italia. Angelo spesso ci porta i frutti del suo giardino, consigliandoci come consumarli, e ci fa assaggiare anche i dolci della sua Siniscola, come la pompia candita e il liquore derivato da questo frutto (che non si consuma fresco per la sua polpa amara).


In occasione dell'ultima gita a Fonni, mi ha stupito trovare tra le varie Cortes una che proponesse dolci a base di pompia, proprio perchè sapevo che questo frutto è siniscolese. Ho sorseggiato volentieri un bicchierino del liquore derivato da questo agrume e poi un barattolino giallo ha attirato la mia attenzione. Si trattava della marmellata di pompia, che io ancora non avevo assaggiato. Ho preso un cucchiaino di plastica, l'ho provata, mi è piaciuta e me la sono portata via. Dal giorno la spalmo sul pane carasau a colazione, oggi però l'ho adagiata su delle morbide stelline di pancarrè. Magari un giorno la preparerò con le mie mani.

martedì 15 dicembre 2009

i bianchi al cocco di ComidaDeMama


Per la serie letto, fatto e mangiato, ecco qui la ricetta riciclo letta stamattina su ComidaDeMama. Dall'ultima no-cook-recipe ho avuto un avanzo di albumi che ho conservato in frigo in attesa di decidere cosa fare di loro. Quando stamane mi sono trovata davanti questi bianchi al cocco, non ho potuto resistere e li ho provati subito. Nelle mie foto non sono ancora asciutti, ma il sole stava scomparendo dietro nuvole cariche di pioggia e ho dovuto fare subito qualche scatto, prima di rimanere del tutto al buio. Ho seguito il consiglio di Dario Bressanini sul non usare un pizzico di sale per montare gli albumi -e anche per questo ringrazio Elena, quando l'ho letto sul suo blog son cascata dalle nuvole-, e ho infornato queste delizie.


Elena ha postato la ricetta per 4 albumi (250 gr di zucchero e 200 gr di cocco grattugiato secco), io ho dimezzato le dosi di zucchero e cocco perchè avevo solo 2 bianchi.

Ingredienti:
  • 2 albumi
  • 125 gr di zucchero
  • 100 gr di cocco grattugiato
Preparazione:
Preriscaldate il forno a 120°C (io ho messo il programma ventilato, non so se ho fatto bene). Montate gli albumi con le fruste elettriche per 10 minuti, aggiungendo poco a poco lo zucchero. Incorporate con delicatezza il cocco grattugiato e mescolate. Sistemate un foglio di carta da forno sulla teglia e con due cucchiai formate delle quenelle di impasto. Cuocete a 110-120° per 30 minuti. Lasciate asciugare.

lunedì 14 dicembre 2009

pasticcini di cioccolato e cocco


La mia mente nell'ultimo mese vaga su fili di pensieri disordinati e intrecciati tra loro, tante novità, alcune delle quali inaspettate ma piacevoli, tanti desideri, tanti sogni nel cassetto da realizzare, tante cose da fare che aspettano solo che io trovi il tempo per loro, Natale si avvicina e io sotto l'albero vorrei trovare me stessa e 48 ore/die perchè il tempo sembra non bastare mai! E intanto ho passato tutta la mattina a cercare notizie sulle donne medico nel Trecento italiano e le speziali e la baratteria e la cucina del periodo per una rievocazione storica del prossimo giugno, e intanto ho una pila di bei romanzi che aspettano di essere letti e di ricette che aspettano di essere provate, e intanto devo anche studiare per il prossimo esame, e intanto devo anche fare un salto alla fiera di Natale che l'ho promesso a un'amica che lì espone i suoi quadri, e intanto devo ancora pensare ai regali di queste feste, homemade se ce la faccio, e intanto devo anche postare dolcetti e cose varie, e intanto... beh, iniziamo dai pasticcini al cocco e cioccolato, preparati sabato per accompagnare il caffè del dopo cena. Ricetta della mamma.

Ingredienti:
  • 100 gr di burro
  • 200 gr di cioccolato fondente
  • 125 gr di zucchero a velo
  • 1 bustina di vanillina
  • 2 cucchiai di whisky scozzese
  • 2 tuorli d'uovo
  • 1 pizzico di sale
  • circa 100 gr di noce di cocco grattugiata
Preparazione:
Ammorbidite il cioccolato e il burro e mescolateli insieme, aggiungendo poi lo zucchero a velo, la vanillina, il whisky (o, se preferite, il rum), i rossi d'uovo e il sale. Amalgamate bene gli ingredienti, fino ad ottenere un composto liscio e cremoso. Fate riposare la crema al cioccolato in frigorifero per un'ora, fino a che si sarà indurita tanto da poter essere lavorata con le mani. Quindi formate delle palline grandi come una noce e fatele rotolare nel cocco grattugiato. Mettete poi i pasticcini nei pirottini di carta e conservateli in frigorifero fino al momento di servirli col caffè. O col tè, come vi piace. La ricetta è molto semplice e nella preparazione potete coinvolgere anche i bambini che di sicuro si divertiranno a mettere le manine nel cioccolato. Non garantisco però che non siano tentati dal leccarsi le dita mentre impastano :P

sabato 12 dicembre 2009

torta di cacao con mousse di cioccolato all'arancia [2]


I preparativi per la cena di compleanno della mia dolce metà procedono. 30 anni devono essere festeggiati! Lui ha voluto a tutti i costi la torta che ho preparato lo scorso anno, per la stessa occasione, e io ho eseguito gli ordini. Anzi, per esagerare ho fatte due torte. E poi non mi venga a dire che non sono buona :P

Riprovando la ricetta, a distanza di un anno esatto dalla prima volta, non mi sono trovata bene con le dosi di farina e latte -mi sembrava ci fosse troppo latte e troppo poca farina- e ho fatto qualche modifica: 200 grammi di farina al posto di 100, e solo un bicchiere di latte. E al posto del burro ho usato 100 ml di olio. Fra qualche ora scoprirò se ho fatto bene a cambiare queste cose, incrociamo le dita.

Le palline di cioccolato e cocco da servire col caffè nel dopocena sono in frigorifero. Enorme la tentazione di leccarmi le dita mentre le preparavo! Alle 19 inizierò a preparare gli antipasti, tartine a forma di stella con formaggio piccante e olive nere, sfogliatine al sapore di mare, olive all'ascolana e altre sfizioserie. La parte degli antipasti è sempre la più divertente. Al primo e al secondo ci penserà lui -bisogna farli lavorare ogni tanto questi uomini :P

Buon finesettimana ;)

venerdì 11 dicembre 2009

Itinerari in Sardegna - Cortes Apertas a Fonni 2° parte


Cartina in mano, proseguiamo la nostra passeggiata tra le Cortes Apertas di Fonni, alla scoperta delle tradizioni di questo paesino della Barbagia. Le casette di montagna intonacate di azzurro e i deliziosi presepi rionali ci accompagnano lungo il tragitto, e in ogni Cortes siamo accolti con grande generosità. Tutti ci offrono un assaggio dei loro prodotti locali, tra cui il vino -buonissimo- che fa perdere la bussola alla nostra guida. E infatti nonostante la cartina dettagliata che ci ha fornito l'infopoint riusciamo a perderci. Ma si può? :P

Il Biscottificio Tipico è una delle prime Cortes che visitiamo

i biscotti di Fonni

e dove iniziamo a riempirci la pancia dei buonissimi biscotti di Fonni. Io li chiamo savoiardi sardi perchè nella forma assomigliano ai savoiardi classici, anche se sono più grandi e molto più morbidi. Hanno un gusto dolcissimo, che conserva la fraganza del biscotto appena sfornato, e il profumo delle uova fresche e dello zucchero. Gli ingredienti sono pochissimi: uova, farina e zucchero. Sono i miei biscotti della colazione, della merenda di metà mattina, del dopo caffè, del the. E sono anche quelli che uso per il tiramisù. Difficile non trovarli a casa mia.

il Biscottificio Tipico

Qui la prova della bravissima Pinella. E qui su Coquinaria una tavola rotonda su questi biscotti.

Le voci di su concordu che invadono le stradine intorno a noi, ci guidano verso la Cortes successiva, dove si sta esibendo per il numeroso pubblico un giovanissimo quartetto. Una montagna di castagne ci riempie gli occhi all'ingresso della casa, e già sappiamo come finirà la nostra giornata: assaporeremo le caldarroste alla luce del tramonto prima di rimetterci in viaggio verso casa. Sembra un finale perfetto.

una carriola stracolma di castagne

Arriviamo poi in via Lamarmora, a Casa Pipiolu -se ben ricordo- dove ci aspettano tanti barattolini e barattoloni di miele di produzione locale. Sistemati lì tutti in fila, sembra che stiano aspettando solo di essere assaggiati. E noi, tra un bicchierino di vino e un biscottino, non manchiamo di farlo. Miele di castagno, di eucalipto, di corbezzolo (da piccola i nonni mi portavano a raccogliere questi frutti), ce n'è per tutti i gusti. Ce n'è anche un altro tipo, che io ho deciso poi di portarmi a casa, l'Abbattu (chiamato Abbamele nel Logudoro). Non ricordo di averlo mai assaggiato prima.

miele per tutti i gusti - a sinistra l'abbattu

E' un decotto a base di miele, con una consistenza più liquida, e di colore scuro. Ha un sapore similissimo alla sapa e mi hanno consigliato di usarlo al posto di quella per preparare il pan'e sapa o le pabassinas, due dolci tipici sardi, legati alla ricorrenza dei santi e a tutta la stagione fredda. Seguirò il consiglio, e infatti ho già chiesto a mia madre di mettermi in contatto con una sua amica di Monserrato (vicino Cagliari) che prepara dolci isolani fin da bambina. Anna è gentilissima e l'ultima volta che ci siamo sentite mi ha anche lasciato un video sulla preparazione delle pardulas. Meglio di così!

Proseguiamo la passeggiata e dopo esserci persi -grazie alla nostra guida che ha bevuto troppo vino e mangiato troppo pochi biscotti :P- giungiamo a Sa domo Tia G. Mattu. Qui incontriamo l'Associazione Proloco di Fonni che si occupa di far rivivere il costume locale. Ho dimenticato di chiedere se ballano, ma penso lo facciano.

su vardellìnu

su brathàllu

Su brathàllu è uno dei costumi tradizionali di Fonni, quello oggi più diffuso nelle manifestazioni folkloristiche. Diversamente da altri costumi sardi non ha avuto bisogno di una ricerca storica per essere ritrovato perchè ha costituito l'abbigliamento quotidiano dei fonnesi fino ai primi del Novecento. E' sempre ornato di bottoni e spille d'oro, ed è costituito da sa amissèdda, una sottogonna in orbace color rosso ciliegia; sa veste appethàda, una gonna di panno rosso finemente plissettata; sa amissa, una camicia di tela bianca ricamata a mano sopra la quale si porta su cipòne, un corpetto in panno rosso, velluto e broccato; su saucciu, grembiule a forma triangolare ricamato in seta; su mucadore, il copricapo di seta o tibè, ricamato a mano. E' un costume che in passato veniva usato dalle signore di estrazione sociale più alta o nobili, come anche su vardellìnu.

E' vero che non è più tanto comune vedere per le strade dei paesi della Sardegna donne e uomini che vestano quotidianamente gli antichi abiti tradizionali locali, ma non è neanche tanto raro. In alcuni paesi la tradizione è ancora viva, specialmente in occasione della messa domenicale o delle feste religiose. Per dirvi, a Fonni proprio domenica scorsa abbiamo notato che tutte le anziane che recitavano il rosario alla Basilica della Madonna dei Martiri indossavano il costume tradizionale -quello nero, ovvio-. C'è la voglia di non perdere le radici, e si vede. Ed è da questa voglia -credo- che nasce il lavoro di rievocazione di tante Assocazioni sarde, come questa di Fonni.

il making of dell'abito



Continua...