In
Colazione da Tiffany, Holly diceva:
" Tiffany è il posto più bello del mondo, dove non ti può accadere niente di brutto". Per me invece quel posto non è una gioielleria ma una bella libreria o una biblioteca. Non ti può succedere niente di brutto da Feltrinelli! Ogni volta che entro in una libreria mi sento come un bambino al parco giochi, perdo la cognizione del tempo mentre giro per gli scaffali pieni di quelli che per me sono diamanti, vorrei leggere ogni singolo libro -o quasi- e mi devo trattenere per non spendere tutto quello che ho. Purtroppo spesso non riesco a trattenermi, ecco. Se non fosse che Dany e la mia amica Kia hanno questa stessa mia passione e ci possiamo scambiare i libri, davvero sarei sempre al verde! Da quando poi ho un account
anobii (il facebook degli amanti del libro) il rischio è aumentato esponenzialmente: lì ogni giorno trovo qualcosa di nuovo che vorrei leggere e che puntualmente aggiungo alla mia "lista dei desideri", che oramai è diventata infinita!
La scorsa settimana dopo un giretto (giretto per modo di dire) da Feltrinelli, ho approfittato del 30% di sconto sui Tascabili Einaudi e ho preso un romanzo di uno scrittore giapponese che da diverso tempo meditavo di leggere. Il romanzo è
Norwegian Wood Tokyo blues e l'autore è
Murakami Haruki; traduzione e introduzione di Giorgio Amitrano (professore di lingua e letteratura giapponese all'Orientale di Napoli, che ho imparato a conoscere grazie alle sue traduzioni in italiano dei romanzi di Banana Yoshimoto).
Qui, sul sito della
Einaudi ho trovato una scheda di questo scrittore nato nel 1949 a Kyoto, che è stata la capitale del Giappone per più di mille anni, e cresciuto a Kobe. Molto bella l'introduzione al romanzo curata da Amitrano, che descrive Haruki come uno scrittore dallo stile nitido e maturo, affine al genere hard-boiled, ma che allo stesso tempo mantiene la sua disappartenenza a ogni schema consueto. Amitrano però dichiara anche che
"Haruki con Norwegian Wood (scoppiato nel 1987 come uno dei più clamorosi e inattesi eventi letterari giapponesi del dopoguerra) si è discostato dalla vena hard-boiled che l'ha reso famoso (dove l'espressione delle emozioni era tenuta a freno) e si è dedicato ad un romanzo realistico e sentimentale, una nostalgica rievocazione del passato (la fine degli anni sessanta), costantemente punteggiato da riferimenti musicali che ne accentuano il tono elegiaco". E i riferimenti musicali si notano già a partire dal titolo del libro, preso da un successo dei
Beatles del 1965
(And when I awoke I was alone this bird had flown So I lit a fire isn't it good, Norwegian wood) , anche se per un errore di traduzione giapponese il "wood" è stato inteso come foresta e non come legno, come invece voleva intendere Lennon. Ma forse è più bello così.
Non sono brava a scrivere recensioni ma quello che vi posso dire di questo romanzo è che mi ha rapita fin dall'inizio, mi ha trascinata in un vortice, il vortice Murakami (sembra il nome di un uragano!). Haruki ha un modo incredibile di catturare l'essenza delle cose e metterle nero su bianco. Qualunque cosa accada ai suoi personaggi diventa poesia, diventa letteratura, anche la cosa che potrebbe sembrare più banale, anche spegnere una sigaretta. Non so come ci riesce, non so come ci riescono gli scrittori nipponici in genere, ma lo fanno. Catturano l'essenziale, catturano l'uomo. Non so spiegarmi, scusate, non trovo le parole. E' il suo primo romanzo che leggo, per giunta non l'ho ancora finito, ma sono già diventata una sua fan e ho una grandissima voglia di leggere tutti gli altri suoi romanzi,
Dance dance dance,
La fine del mondo e il paese delle meraviglie,
Kafka sulla spiaggia, tutto! E' successo come quando ho conosciuto
Banana Yoshimoto, una mia compagna di scuola mi regalò
N.P. e io mi innamorai di questa scrittrice e passai i mesi successivi a leggere tutto quello che aveva pubblicato e gli anni a venire non feci mai a meno di acquistare i suoi nuovi romanzi. Un colpo di fulmine, una droga.
Avendo già questo bel romanzo sul comodino, lo scorso sabato ho giurato a me stessa che non avrei acquistato nessun altro libro finchè non avessi finito di leggere Norwegian Wood... purtroppo mentre giuravo ho incrociato le dita dietro la schiena! :P Dopo una allegra passeggiatina serale nelle strette e caratteristiche stradine del quartiere Marina, alla ricerca di un alimentari indiano che poi non ho trovato (volevo comprare il ghee), mi sono fermata a riposarmi da Ubik, nella via Roma. Non volevo comprare niente, giuro, ma quando ho visto
Il teorema del pappagallo di
Denis Guedj e ho letto la trama, un giallo storico-matematico diciamo, ambientato a Parigi... non ho resistito, l'ho dovuto portare via da lì, era pure l'ultima copia :P
Il week-end "libresco" si è poi concluso ieri notte con la trafugazione dalla libreria di Dany di due volumi,
Fiabe irlandesi di William Butler Yeats e le
Fiabe di Perrault (ho nostalgia de La bella addormentata nel bosco...).
Un ricco bottino! :D
xoxo, Babi ;)
post scriptum del 23/06/09:
Ho appena finito di leggere Norwegian Wood, anzi l'ho divorato! Mi ha preso tantissimo, al punto che ieri notte non riuscivo ad andare a dormire perchè volevo continuare a leggerlo. Poi però sono crollata dal sonno. E stamattina dovevo studiare ma il libro era lì sulla scrivania che mi "guardava" e ho cercato di resistere, poi verso le 11 ho dovuto per forza leggere almeno un capitolo. Pausa pranzo da Dany che oggi è il compleanno della mamma (auguri!) e appena tornata a casa tempo due minuti ero di nuovo immersa nella lettura! Quando un libro mi prende così intensamente tanto da cancellare quasi tutto il resto, da farmi dimenticare anche di mangiare, allora è fantastico!!! Norwegian Wood è bello, intenso, travolgente.